Seminario di milonga 27 Novembre al Marte di Cava de’ Tirreni con i maestri Pablo Calvelli e Natalia Cristofaro

L’Associazione Almatango, domenica 27 novembre, presso la Mediateca Marte di Cava de’ Tirreni, proporrà ai tangheri di tutti i livelli seminari di milonga tenuti dai maestri Pablo Calvelli e Natalia Cristofaro. I workshop sono aperti a tutti.

A partire dalle ore 17 sino alle ore 20 i maestri argentini terranno due seminari intensivi: il primo dalle ore 17 alle ore 18 sarà dedicato ai neofiti e ai principianti, il secondo dalle ore 18.00 alle ore 20 ai tangheri un po’ più esperti (intermedi e avanzati). I due ballerini ci avvicineranno all’allegria del Tango, alla bellezza dell’abbraccio. Non mancate.

Contributi associativi per l’evento: 

la sola lezione principianti: euro 10

la sola lezione intermedi/avanzati: euro 15

Per chi vuole seguire entrambe le lezioni: euro 20

 

Ricordiamo che la Mediateca Marte è sita a Cava de’ Tirreni, Corso Umberto I. 

Per info e prenotazioni non esitate a contattarci al numero 348 5261967, o scriveteci all’indirizzo mail: almatangoinfo@gmail.com

Vi aspettiamo in tanti.

Seminario di milonga 27 Novembre al Marte di Cava de’ Tirreni con i maestri Pablo Calvelli e Natalia Cristofaro

 

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Giocando con il Tango

“Bene culturale immateriale”. Così nel 2009 l’UNESCO ha definito il tango argentino, descrivendolo come un prezioso scrigno di valori e tradizioni:  “diversità culturale”, “dialogo”,  “essenza di una comunità” sono le parole ricorrenti nella motivazione di tale prestigioso titolo.

Moltissime le pagine scritte sul tango, sulla sua storia, sulla sua “filosofia”… E vale la pena citare il nome di un grande che ha saputo definirlo meglio di chiunque altro. Sto parlando di Jorge Luis Borges. Vorrei subito precisare che in rete circola una frase che alcuni siti attribuiscono erroneamente a lui: “Il tango è un pensiero triste che si balla”. In realtà Borges prende le distanze da questa definizione, tutt’al più la ritiene plausibile per quello che poi divenne il tango una volta trapiantato in Europa negli anni Trenta del secolo scorso, quando i giovani rampolli di famiglie argentine in vista ne fecero conoscere i passi e la musica a Parigi, Londra, Roma….

Ma all’origine, e parliamo dell’ultimo ventennio dell’Ottocento, il tango, come dice Borges, è ballo di “casas malas” (bordelli), sangue e coltelli, nel contesto di periferie malfamate o zone di confine tra comunità eterogenee (immigrati spagnoli, italiani, afroamericani,…), dove gli uomini sono soliti riunirsi per trascorrere il tempo libero nei locali, tra una bevuta, un giro di carte e qualche denaro alla prostituta di turno. Un’origine che per molti aspetti avvicina la nascita del tango a quella del jazz qualche anno dopo.

Ora, al di là di queste radici e del sacrosanto richiamo culturale, che cos’è o potrebbe rappresentare il tango oggi, per noi, popolo borghese-mediatico, alla ricerca di più concrete forme di aggregazione e socialità, o semplicemente di un’attività che faccia bene al corpo e allo spirito? Ovviamente cercherò molto umilmente di tracciarne un profilo, sapendo che la mia è la prospettiva di una quasi neofita.

Dirò, per esempio, che per chi come me ama questo “ballo” (e mi accorgo di quanto sia riduttivo definirlo solo così), un riconoscimento come quello citato all’inizio (e forse ancor di più la passione per il tango da parte di scrittori del calibro di Borges), non può che inorgoglire e rafforzare la motivazione ad imparare, con piacere e talvolta anche fatica, le sue regole, i suoi passi, il suo ritmo… Soprattutto la sua logica: mi ha sempre colpito il gioco sottile che regola l’abbraccio tra “dama” e “cavaliere”, in particolare che sia l’uomo a guidare i passi; anche se la donna, è bene precisarlo, non è affatto passiva né deve appesantirsi o aggrapparsi all’uomo, ma lasciarsi guidare con leggerezza e fiducia, in un gioco di movimenti speculari e fantasiosi. Perché il bello del tango è anche questo: improvvisazione. Non ci sono schemi predefiniti; una volta imparati i passi di base, si può ballare scegliendo volta per volta la combinazione che piace e che si adatta meglio alla musica, al contesto, allo spazio… Un altro elemento che rende bello il tango è anche lo scambio di partner: non mi si fraintenda, parlo della buona pratica di ballare con persone diverse, perché è dal confronto  che apprendiamo come muoverci, cosa migliorare, cosa evitare, come in un ampio gioco di specchi. Ed è per questo che è piacevole anche solo guardare delle coppie ballare: la loro intesa trasmette un senso di benessere e i loro passi sono una fucina di apprendimento non solo tecnico.

Come si può notare, ho usato più volte la parola “gioco”, e non è un caso: checché ne pensino i fanatici integralisti (anche qui ce ne sono) che credono di trovare nel tango la soluzione a tutti i loro problemi esistenziali (in particolare affettivi), come se “il ballo dell’abbraccio” potesse consolare o colmare il vuoto di una relazione finita male (oppure malriuscita, oppure addirittura assente), per non parlare di quelli che vedono il tango come un’occasione di “acchiappo”, come si dice dalle nostre parti, se non  addirittura una scusa per palpeggiare in stile “rat-man”; o ancora un’opportunità per lanciare equivoci segnali seduttivi che, inconsciamente, ma più spesso volutamente, illudono il malcapitato di turno, a cui subito viene appioppata la nomea di quello che “ci ha provato ma gli è andata buca”, mentre la “dama” si pavoneggia sia di essere oggetto desiderato sia di “non averla data”…(mi rendo conto che ho parlato di una lei un po’ str***a, ma si verifica anche il caso inverso, anche se più raramente).

Ebbene, il tango non è tutto questo. E forse la categoria che più gli si addice è proprio quella di “gioco”, cioè di un momento ludico con le sue regole (come tutti i giochi che si rispettino), di temporanea rottura con la realtà, un’attività gioiosa, liberante, fine a se stessa.

Sul gioco è stato scritto moltissimo: da Aristotele a Kant a Freud…le teorie si sprecano, ma tutte più o meno concordano su questo aspetto di gratuità e temporaneità. Il sociologo Roger Caillois elenca quelle che sono le caratteristiche di fondo del “gioco”: libertà, temporaneità, incertezza, improduttività, regola, finzione. Se ci riflettiamo, si tratta di parole-chiave che possiamo ritrovare anche nella pratica del tango e che sono la sua grande ricchezza: si balla per “giocare”, per vivere cinque o dieci minuti in un tempo sospeso dove uomo e donna finalmente comunicano, in silenzio, senza parlare (guai a parlare: si rischia di sbagliare i passi!), solo con la percezione reciproca dei loro corpi, della musica e del loro spazio. Un miracolo, una magia, che come ogni miracolo e magia dura il tempo che dura, ed è giusto e necessario che sia così, perché la realtà, la quotidianità, è un’altra: non banale, anzi, né prosaica, ma complessa e difficile, dove comunicare veramente è un’impresa il più delle volte impossibile, dolorosa, deludente, ma proprio per questo affascinante, come ogni sfida che si rispetti.

Insomma, posto in quest’ottica, il tango, per noi cittadini “globali” del XXI secolo, è (o dovrebbe essere) una sorta di carnevale della realtà, una consapevole illusione di comunicazione perfetta che fa bene al corpo e allo spirito. Per dirla con le parole di un caro amico, “tanguero” di tutto rispetto: “…una relazione che è lì e solo lì, né altrove né in un altro tempo”. Finito il gioco, ci si saluta, si ringrazia l’altro e si torna, più carichi e forti, come dopo un allenamento, alla vita reale.

A qualcuno potrebbe, poi, venire la tentazione di paragonare o, peggio, confondere il tango con il rapporto sessuale, nell’ottica di una visione ludica che accomunerebbe entrambi. In questa sede si ricorderà che certamente anche la sessualità ha una sua, imprescindibile, valenza giocosa, ma è anche e soprattutto altro… E per approfondire questa tematica, rimandiamo a un altro, chissà, futuro articolo…

Rosa Fontana

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Corso Intermedi Almatango

Per i nostri allievi ex principianti e per chiunque abbia già un anno di tango, a partire dal 3 ottobre 2016, alle ore 22.00, sempre presso la Mediateca Marte, si terrà il corso per intermedi tenuto da Antonella Massimo e Franco Giordano. Questo percorso prevederà, oltre lo studio di dinamiche e passi, anche un approfondimento di tutte le dinamiche affrontate durante il corso principianti e un approccio alla musicalità e al ritmo per le diverse tipologie di danza che la base del tango ci offre (Vals e Milonga).

Fine di questo corso intermedio è dunque quello di poter offrire a coloro che vi partecipano la possibilità di poter gestire al meglio gli spazi della milonga, di raffinare e migliorare – con l’esercizio e l’esperienza – dinamiche già acquisite e di preparare al meglio i nostri allievi per il corso avanzati tenuto dai maestri argentini Pablo Calvelli e Natalia Cristofaro.

Dunque per chiunque ha già un anno di abbracci l’appuntamento è lunedì tre ottobre 2016 alle ore 22.00 presso la mediateca Marte  Cava de’ Tirreni al Corso Umberto I n.137 o contattarci al numero  348 5261967. Inoltre Almatango è presente anche su facebook, twitter, o potete contattarci all’indirizzo mail  almatangoinfo@gmail.com

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Milonga Metelliana Tango Argentino Cava’ de Tirreni

LA MILONGA

“E’ incredibilmente bello sapere che ciò che si sta ballando è un succedersi di colori che ti fanno muovere e ti fanno fare una cosa o l’altra.”

Lo spazio del Tango è il luogo in cui nascono e si confondono nei movimenti i colori citati dal ballerino e maestro Carlos Gavito. Questo spazio ha lo stesso nome di un genere musicale declinato poi in danza, dal quale in seguito il Tango stesso, insieme ad altre influenze, è germogliato e dal quale ha attinto sin dalle sue origini: La Milonga.

La Milonga è lo spazio dove la musica, la danza e i ballerini si intrecciano sino a dar vita ad un’atmosfera unica ed irripetibile, fatta di passione per il Tango e socialità.

La Milonga non è semplicemente la pista dove si balla rigorosamente in senso antiorario, essa è un insieme di sensazioni di musica e storia: è l’incontro di sguardi che dà vita all’emozione dell’ invito, essa è pausa, una sosta attraverso la quale è possibile incontrare e socializzare … ed infine la Milonga è il luogo in cui va in scena la tradizione, una tradizione maturata e consolidata nel tempo, costituita dal rispetto per un codice di comportamento oramai divenuto radice del Tango stesso, una tradizione da vivere, tutelare e diffondere.

Nella Milonga si rivive la storia del Tango. Ovunque si balli, in qualunque posto del mondo ci troviamo, tutta la poesia e i colori del Tango riprendono vita e trovano dimora nelle splendide atmosfere delle Milonghe.

LA MILONGA METELLIANA A CAVA DE’ TIRRENI

La Milonga Metelliana, organizzata dall’Associazione Almatango nella città di Cava de’ Tirreni, è oramai divenuta un appuntamento fisso per il Tango in Campania.

Da ormai tre anni, nelle splendide cornici del Club Universitario Cavese e del Club Tennis di Cava de’ Tirreni, i ballerini campani – e non solo – si incontrano a Cava de’ Tirreni per ballare e stare insieme, uniti dalla passione per la musica e le atmosfere del Tango.

Nel corso di questi anni, grazie ai suoi eventi, la Milonga Metelliana si è radicata sempre più nella società cavese offrendo a tutti i suoi ospiti musicisti e cantanti internazionali ed emergenti, esibizioni di ballerini di fama mondiale e musicalizadores provenienti da tutta Italia.

Non sono mancate inoltre serate dedicate all’impegno sociale, con milonghe di beneficenza realizzate grazie alla essenziale quanto preziosa collaborazione dell’ Associazione “I Bambini di Antonio Gallo”, attivissima Onlus dedicata alla memoria di Antonio Gallo.

Ma questi lusinghieri risultati, ottenuti solo grazie a chi ci ha seguito e ha ballato con noi, non sono altro che ulteriori stimoli che invitano l’associazione Almatango ad impegnarsi sempre più per far conoscere e diffondere il più possibile la cultura del Tango Argentino sul territorio cavese.

Quest’anno il primo appuntamento con la Milonga Metelliana sarà alle ore 22 di sabato 2 ottobre 2015 al Club Tennis di Cava de’ Tirreni, in Via Marcello Garzia 2.

Lo storico Club Tennis, sito all’interno del complesso della Villa Comunale, è tra le strutture più affascinanti ed esclusive della città, una scenografia ideale, carica di storia – grazie alla suggestiva sala teatro – per splendide serate all’insegna del Tango.

Per questa serata inaugurale l’Associazione Almatango avrà il piacere di ospitare un trio musicale d’ eccezione, composto dagli artisti Juan Villarreal, Patricio Crom e Roman Gomez che arricchiranno la Milonga Metelliana con musica dal vivo.

L’ingresso è di dieci euro comprensivo di catering.

Dunque Vi aspettiamo in tanti il 2 ottobre 2015 alle ore 22 al Club Tennis di Cava de’ Tirreni per questo nuovo anno con la Milonga Metelliana.

milonga metelliana tango argentino cava' de tirreni 02.10.2015

 

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Milonga Erchie Costiera Amalfitana

Domenica 30 agosto 2015 torna la Milonga a Erchie di Almatango.

Tutti insieme all’insegna del Tango per questo ultimo appuntamento estivo con il cielo e il mare della Costiera Amalfitana.

Panorama straordinario, tanti amici e … tanti, tantissimi abbracci tangueri con la musica di Tana.

L’appuntamento è a partire dalle ore 21.00 nella Piazzetta di Erchie, in Via Parrocchiale 1, Costa d’Amalfi (Sa).

L’ingresso è gratuito e il Parcheggio Monsanto è convenzionato con l’evento per tutta la serata (5 euro per le auto e 3 euro per le moto).

La Milonga della Piazzetta di Erchie è organizzata dall’Associazione Almatango di Cava de’ Tirreni con la collaborazione del Bar della Piazzetta di Erchie.
Il parcheggio Montesanto è il primo grande parcheggio sulla destra subito dopo la discesa per giungere in piazzetta, i posti auto esterni non sono convenzionati e il periodo di sosta e i relativi costi di permanenza sono soggetti agli orari stabiliti dal comune.
Percorsi:

Per chi proviene da direzione Napoli uscita Vietri sul Mare dell’Autostrada A3, seguire la direzione per la Costiera Amalfitana. dopo Cetara, percorsi due km circa, notare il cartello (blu) “Erchie” sulla destra, dopo poche curve fare attenzione a quello (bianco) sulla sinistra.

Lì, scendere, seguendo la strada, fino al parcheggio Montesanto sulla destra.

Per info: 348.5261247

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